Dragon's Dogma 2: Dark Arisen - Recensione dell'attesa espansione, è la rivoluzione che serviva al gioco?
Il corposo DLC arriva assieme ad un aggiornamento che modifica sostanzialmente il sistema di gioco e migliora le prestazioni, nel tentativo di rilanciare un titolo accolto in maniera contrastante un paio d'anni fa
Christian "Revengal" PolliniVideogiochiRecensione

Sono ormai passati oltre due anni dal lancio di Dragon's Dogma 2, arrivato nel 2024 come sequel/reboot del peculiare GDR action di Capcom uscito nel 2012. Analogamente al primo episodio, che ebbe la sua espansione Dark Arisen nel 2013 la quale creò la vera e propria edizione definitiva del titolo, anche questa nuova iterazione del brand è stata integrata con la sua espansione, anch'essa dallo stesso titolo: sarà anche in questo caso la migliore e definitiva versione del gioco? Noi di Pausa Geek la abbiamo provata per voi nella sua versione PS5, ed ecco la nostra recensione!
Di nuovo a caccia dell'Arisen Oscuro
La risposta alla domanda dell'introduzione è in breve: si e no. Alcuni aspetti elevano sicuramente il prodotto ad una sua migliore versione, altri fanno storcere un po' il naso e sono in parte legati all'aggiornamento 4.0 pubblicato lo stesso giorno del DLC, ma andiamo per gradi. L'espansione Dark Arisen è accessibile quasi subito parlando con un NPC specifico (il Capitano Brant) nella prima grande città che si visita dopo il prologo, Vernworth, ma il gioco stesso ci consiglia di accedere al contenuto con un personaggio di almeno livello 40 (ma vi consigliamo ancora di più di andarci con un pg di livello 50-55). Il Capitano ci informerà dell'avvistamento di un altro Arisen come noi, cosa assai strana: nella mitologia di Dragon's Dogma ci può essere solo un Arisen nel mondo, e questo ci porterà ad esplorare la regione innevata di Norgan.

L'incipit narrativo (come tutto il resto della narrazione della saga, la quale non è storicamente il punto forte del brand) non è dei più originali, ma è funzionale a gettarci nella mischia della nuova ambientazione, che offre scorci molto evocativi e nuove sfide: le bufere di vento e neve hanno effetti reali sulla fisica di gioco, rendendo gli spostamenti più ostici e impedendo di vedere la minimappa, cosicché anche le pedine si ritrovino disorientate e impossibilitate a offrirci supporto sulla strada da seguire. La nuova area esplorabile è piuttosto estesa, anche in verticale data la natura montuosa, e offre nuovi dungeon e incontri di vario genere nel corso delle 15-20 ore necessarie a completare la quest principale (escludendo eventuale farming e secondarie).
Quindi è davvero la versione definitiva che i fan volevano?
Tornando sul discorso cardine diciamo che in parte lo è, anche se qualcosa non è andato completamente nel verso giusto a nostro parere. In primis nonostante le nuove location siano evocative e ben realizzate, la poca varietà di paesaggio può portare a perdere velocemente l'effetto "wow" iniziale, e i mostri presenti nel mondo non aiutano: si tratta infatti spesso e volentieri di riciclo di creature presenti nel gioco base in versione "dei ghiacci", con quasi nessuna modifica alle routine comportamentali o alle animazioni di attacco, quindi vien da sé che tra l'affrontare un lupo nel gioco base o un lupo dei ghiacci nell'espansione la differenza sia minima se non inesistente, cosa che rende il gameplay poco vario rispetto all'avventura di base.

A ciò si aggiunge un'altra novità che va un po' a cambiare gli equilibri di gameplay: in Dark Arisen il loot è stato rivisto ed è possibile in determinate zone conquistare diversi pezzi di equipaggiamento sconosciuti divisi per categorie di rarità, che andranno portate ad uno specifico NPC nel villaggio che fa da hub centrale dell'espansione, il quale ce li identificherà donandoci equipaggiamento sempre migliore e con proprietà casuali. Una svolta "alla Diablo" che onestamente non abbiamo digerito completamente e che sembra quasi aliena allo stile di gioco di Dragon's Dogma 2: il tutto funziona, certamente, ma toglie qualcosa al senso di scoperta e crescita più naturale dell'esplorazione classica.
L'aggiornamento 4.0
L'espansione Dark Arisen si lega a doppio filo con il corposo aggiornamento pubblicato assieme al DLC, questo gratuito per tutti, il quale porta diverse modifiche al gioco: innanzitutto le prestazioni sono notevolmente migliorate, soprattutto su console, su PS5 standard dove abbiamo testato noi il gioco sbloccando il framerate abbiamo ottenuto 60fps stabili praticamente ovunque, un notevole salto in avanti rispetto ai problemi del lancio nel 2024. A questo si aggiunge una rinnovata gestione degli slot di salvataggio, ora sono tre per ogni partita (salvataggio automatico, manuale alle locande e salvataggio rapido) il che permette di ricaricare il salvataggio preferito in caso di necessità: è inoltre possibile avviare una nuova partita senza dover sovrascrivere una partita esistente. Altra novità è una nuova pietra del teletrasporto a cariche illimitate, che permette di effettuare viaggi rapidi senza preoccuparsi di nulla: nella regione di Norgan ci sono molti luoghi adibiti al viaggio rapido, mentre nel gioco base dovremo comunque creare noi le destinazioni trovando i rari consumabili dedicati com'è sempre stato, salvo poi utilizzarli a nostro piacimento.

Abbiamo poi i Campi di Prova, una serie di 12 dungeon di difficoltà crescente sparsi per il mondo di gioco di base creati per permetterci di livellare più rapidamente e ottenere nuovo equipaggiamento (utile per prepararsi in fretta ad affrontare le sfide dell'espansione se si inizia una nuova partita). Infine è stato aggiunto un nuovo livello di difficoltà più alto, utile ad aumentare la sfida per quei giocatori che trovavano il gioco non molto ostico nella sua release originale. In definitiva le migliorie introdotte dall'aggiornamento vanno ad aumentare la quality of life del titolo, rendendolo più moderno e al passo coi tempi, non possiamo far altro che promuoverle, anche se forse si va un po' a perdere quell'idea di fondo che era alla base della scelta autoriale di Hideaki Itsuno all'epoca dell'uscita originale, la spigolosità del game design era voluta e forse anche un po' romantica, per lasciare i giocatori ad esplorare il mondo di gioco limitando i viaggi rapidi e rendendo ogni scelta davvero importante con un solo slot di salvataggio a disposizione, senza poter tornare indietro. Un po' ci manca questa possibilità, sarebbe bello poter scegliere in che modo giocare, anche se nulla comunque vieta di ignorare i viaggi rapidi e utilizzare un solo salvataggio senza considerare gli altri, quindi a conti fatti va bene così un po' per tutti.
Per concludere siamo rimasti soddisfatti da questa espansione, che forse non riesce completamente a donarci la versione definitiva che avremmo voluto, a differenza del suo predecessore, ma offre diverse ore di qualità e nuovi sistemi e modifiche al gameplay che possono senz'altro convincere sia nuovi giocatori che veterani della prima ora a tornare nel mondo comunque innegabilmente affascinante di Dragon's Dogma 2.
Ricordiamo infine che Dragon's Dogma 2: Dark Arisen è disponibile come DLC del gioco base su PC, PS5 ed XOX Series X/S, e come unica versione completa del gioco base acquistabile per la prima volta su Nintendo Switch 2.
Pro e contro
Pro
- Tecnicamente rifinito, gioco base compreso, finalmente anche su console
- Una nuova regione completamente esplorabile, molto evocativa e ben realizzata
- L'aggiornamento 4.0 migliora la quality of life...
Contro
- ...ma rischia di snaturare la visione originale del suo autore
- Il riciclo di nemici dal gioco base rompe un pochino il senso di novità dato dall'ambientazione
- Il nuovo sistema di loot e identificazione degli oggetti non si integra alla perfezione col sistema di gioco
