Il finale di How I met your mother è oggettivamente sbagliato?

Con spoiler

AntwangCinemaApprofondimento7 lug 2026

Il finale di How I met your mother è oggettivamente sbagliato?

Il finale di How I met your mother è ampiamente considerato come uno dei peggiori finali di serie che si siano mai visti. Anche se ci sono persone che lo hanno apprezzato e che lo difendono, non è difficile capire perché esso sia stato così valutato. Ciò che succede nei due episodi finali, che sono direttamente consecutivi e formano di fatto un unico grande episodio finale, è una rapida disamina, caratterizzata da frequenti e ampie ellissi temporali, di tutto ciò che è accaduto ai personaggi principali dopo il matrimonio di Barney e Robin fino all'anno 2030, ossia quello in cui Ted sta raccontando la storia e che costituisce il presente. I punti salienti e più controversi del finale sono essenzialmente tre.

Il primo è il divorzio tra Barney e Robin. Nonostante la nona stagione fosse stata interamente incentrata sul matrimonio dei due, suggello del loro percorso di maturazione, in quello che è l'episodio successivo alla cerimonia scopriamo che, tre anni dopo, essi hanno divorziato a causa dell'incompatibilità dello stile di vita di Robin, dedita alla carriera per la quale deve continuamente viaggiare, con l'ideale di vita da celibe di Barney, il quale vorrebbe più stabilità.

Di conseguenza, a seguito del divorzio, Barney ritorna alle vecchie abitudini, riprendendo ad essere il donnaiolo delle prime stagioni, con tanto di Playbook 2. Come dice a Lily riferendosi all'amore stabile, lui ci ha provato con tutte le forze ma ha comunque fallito e per questo ora si è arreso definitivamente. Addirittura riesce a realizzare il "mese perfetto" (una donna diversa al giorno per un mese), ma con un imprevisto: la "numero 31" rimane incinta. Barney allora, dopo un iniziale rifiuto della situazione, si rende conto che un figlio è quello che avrebbe sempre voluto.

Robin, invece, per un lungo periodo successivo al divorzio decide di non frequentare più nessuno dei quattro amici. Durante una festa di Halloween ha modo di vedere la felicità dei suoi amici (soprattutto di Ted sposato e padre) in confronto alla propria, realizzando che avrebbe dovuto sposare Ted per essere realmente felice e che ora non è rimasto niente per lei. Non potendo sopportare il peso di tale verità, Robin si congeda da Lily con un discorso tanto triste quanto reale: loro non sono più i ragazzi spensierati che si ritrovavano al bar ogni giorno, perché la vita va avanti e per questo le relazioni possono terminare, anche se si tratta di una grande amicizia come la loro.

Il secondo punto è la morte di Tracy. Nonostante fosse uno dei personaggi più attesi della storia, anticipato fin dal primo episodio e continuamente citato nel corso di otto stagioni, e nonostante ci fosse stato poco tempo per conoscerla durante la nona stagione, il destino voluto per Tracy era quello di ammalarsi di una malattia non specificata e passare a miglior vita. Si scopre quindi che la storia che Ted racconta ai figli avviene sei anni dopo la sua morte. Ad essa però non viene dedicato uno spazio reale, dato che il Ted narratore dice semplicemente che lei si ammala mentre appare una scena in cui si trova in un letto d'ospedale che dura pochi secondi.

Subito dopo viene finalmente mostrata la scena più attesa di tutta la serie, ciò che dà il titolo ad essa, ovvero l'incontro tra Ted e Tracy sotto l'iconico ombrello giallo. Quest'ultimo simboleggia sia l'amore tra Ted e Tracy, sia il destino che tesse le sue trame per far incontrare due anime gemelle. Il focus della conversazione, infatti, diventa ben presto l'oggetto giallo, dato che Ted riconosce di averlo avuto e usato prima di lasciarlo a casa di Cindy, coinquilina di Tracy, la quale lo aveva dimenticato il giorno di San Patrizio nel locale in cui Ted lo aveva trovato.

È dopo questa scena che appare Ted nel presente, che pronuncia la frase "And that, kids, is how I met your mother". Tuttavia, c'è ancora tempo per un'ultima scena: la scena conclusiva che è anche in assoluto la più controversa. I figli si rendono conto che lo scopo per cui Ted ha raccontato la storia era quello di ottenere la loro approvazione per tornare da Robin e fidanzarsi con lei, dal momento che quest'ultima è presente per tutta la storia mentre Tracy figura solo nel finale (quella dei ragazzi si configura a tutti gli effetti come una battuta metanarrativa).

Ted ammette il fatto e, ottenuta l'approvazione, va all'istante sotto casa di Robin con l'altrettanto iconico corno francese blu, simbolo del suo amore per Robin e del suo spirito romantico sempre pronto a compiere grandi gesti d'amore. E così termina la serie, che in tal modo ricalca il primo episodio, concludendosi circolarmente.

Infatti, il significato di tale scelta – che, in quanto finale di serie, coincide con il messaggio che la serie si propone di dare complessivamente – è che è giusto inseguire i propri sogni oltre che il destino: seguendo il corso del destino, che gli ha dato e poi tolto Tracy, a Ted non rimane che andare avanti, anche se tornando nel passato, cioè dalla donna che aveva sempre sognato prima di incontrare Tracy.

Ora, a ognuno di questi punti corrisponde una forte critica. La prima è che il divorzio tra Barney e Robin vanifica tutta la nona stagione, basata su di esso, così come lo sviluppo dei due personaggi, dato che poi tornano ad essere quelli che erano in passato; la seconda è che la morte di Tracy spreca il suo personaggio e smorza tutto l'entusiasmo creato in nove stagioni, trattandosi di una decisione inutilmente brutale a cui non viene nemmeno dato il giusto peso; la terza è che la scelta di Ted di tornare da Robin non solo distrugge il personaggio di Ted, che torna anch'egli al passato dopo una profonda maturazione orientata nel verso opposto, ma va contro lo spirito dell'intera serie, finendo per rovinarla in toto (su questo si ritornerà dopo).

Riassumendo le tre critiche, quindi, il finale in questione sarebbe tremendo poiché rovinerebbe un percorso lungo, faticosamente costruito ed emotivamente sentito quale è stato l'evoluzione dei personaggi e della storia nel corso dell'intera serie, riportando tutto alla situazione iniziale da cui i personaggi si erano ormai largamente distaccati. In questo modo il finale sarebbe pari a un insulto agli spettatori che hanno guardato la serie nel corso degli anni, appassionandosi ai suoi personaggi e soprattutto attendendo quello di Tracy.

A queste tre critiche - che si possono condensare nell'unica critica sopra riportata - se ne aggiunge un'altra che, più che il contenuto del finale, riguarda la forma in cui è stato raccontato, poiché ciò che viene criticato è l'impianto narrativo degli ultimi due episodi, che tentano di raccontare più di un decennio di avvenimenti riguardanti il futuro dei personaggi in quaranta minuti.

Tale critica diventa ancora più accusatoria se si pensa che la nona stagione si è voluta soffermare talmente tanto sui giorni precedenti al matrimonio, di fatto allungando il brodo con episodi autoconclusivi - peraltro mediocri - nel mezzo di una trama più orizzontale che mai. Quegli episodi potevano infatti essere impiegati per raccontare il dopo-matrimonio (fino al 2030) che è stato invece esposto frettolosamente negli ultimi due episodi.

Punto cruciale della critica è anche il fatto che, a causa di questo impianto, nell'arco di cinque minuti si è venuto a sapere della morte di Tracy e subito dopo della scelta conclusiva di Ted che torna da Robin.

A questo punto la situazione si fa complessa. Premettendo che il finale è oggettivamente sbagliato (sul serio!), non lo è per nessuno di questi motivi. Infatti, nell'atto di valutare, recensire e quindi criticare una serie, così come ogni altra opera, bisognerebbe tenere conto di una differenza importante: quella tra gli avvenimenti di essa, che fanno parte della storia raccontata, e il modo, nonché il motivo, con cui e per cui tale storia viene raccontata.

Le prime tre critiche, concernendo i fatti che avvengono nel finale, sono critiche intrinseche (o interne) alla storia. La quarta invece è estrinseca (o esterna) ad essa in quanto critica il modo in cui il finale è strutturato.

Ora, bisogna tenere conto di questa differenza perché le uniche critiche che valgono sono quelle estrinseche, in quanto riguardano la serie presa dall'esterno e cioè tutte le decisioni tecniche per realizzarla. Le critiche intrinseche invece riguardano quanto avviene all'interno della serie, cioè l'andamento della storia, e perciò non solo non possono essere valide come giudizi sulla serie, ma sono anche puramente soggettive: la storia, una volta creata, può piacere o non piacere, ma le critiche devono essere rivolte alla sua creazione.

Facendo un esempio, non si può criticare Breaking bad in base al fatto che il personaggio di Skyler è odioso (il che non è neanche necessariamente vero); si può invece criticare il personaggio di Skyler per quello che fa all'interno della serie, ma si tratterebbe del giudizio soggettivo di uno spettatore immerso nella storia. Il fatto che una serie crei un personaggio che si arriva a odiare è anzi un punto a favore della serie in questione, dato che è stata capace di scrivere bene un personaggio in modo da conquistare il pubblico e fargli provare emozioni specifiche (anche se negative). Tutto ciò che avviene all'interno di una serie, vale a dire la storia in sé, può essere dibattuto ma non elevato a critica della serie; altrimenti tutti i film sul nazismo andrebbero criticati perché presentano personaggi malvagi con ideologie riprovevoli.

Al contrario, si può criticare una serie in base al fatto che in essa è presente un personaggio appartenente a una minoranza etnica o ideologica che è stato aggiunto nella storia solo per quel motivo, finendo per non avere altra caratterizzazione (come spesso fa Netflix nei suoi prodotti originali). In questo caso, infatti, attraverso la critica al personaggio si contesta la decisione inerente al suo inserimento nella storia, che è qualcosa di esterno ad essa: evidentemente gli scrittori lo hanno inserito solamente per una tendenza quale quella di aggiungere diversità al cast, che è giusto seguire solo se si riesce a giustificarla e non renderla fine a sé stessa.

Tornando a Himym, quindi, l'unica critica che si riferisce a qualcosa di estrinseco è la quarta. Per questo motivo è l'unica valida come critica alla serie, in quanto è l'unica che abbia valenza oggettiva. Infatti, criticando la scelta di condensare così tanti fatti negli episodi finali, non lasciando il tempo di metabolizzarli tutti (prima di tutto la morte di Tracy), si valuta negativamente il finale sulla base di come è stato fatto, e non per i fatti in sé.

Al contrario, le altre tre critiche ineriscono a scelte interne alla serie come quella di Ted di tornare da Robin. Usando esemplificativamente quest'ultima per un discorso che vale anche per le altre, essa non è altro che la critica alla scelta di un personaggio che può essere approvata o meno, ma senza per questo inficiare la serie. Nell'ipotetico caso in cui qualcuno che si conosce nella vita reale faccia la stessa cosa, gli si può contestare la decisione, ma non si può criticare l'intera persona a causa di una singola scelta a proprio avviso sbagliata; e vale lo stesso per il caso di Himym.

Tornando allora alla quarta critica, è davvero questa la critica giusta per il finale? In realtà anche quest'ultima, pur riferendosi a qualcosa di esterno e fattuale, è opinabile, nello specifico se si analizza l'obiettivo della serie.

La serie vuole infatti raccontare come Ted ha conosciuto la madre dei suoi figli, motivo per cui l'incontro è collocato alla fine. Quindi tutto quello che viene dopo l'incontro, pensandoci bene, non doveva essere necessariamente svelato, si trattava bensì di una scelta facoltativa degli autori, i quali evidentemente volevano far felici i fan che si erano appassionati ai personaggi mostrando loro anche il futuro di essi. Stando così le cose, è totalmente legittimo che il finale racconti così rapidamente le vicissitudini future dei personaggi, dato che potevano benissimo non essere mostrate.

Tuttavia, si può ribattere evidenziando come, se si trattava di una scelta facoltativa, fosse meglio non prenderla piuttosto che eseguirla in modo scorretto - secondo quella che è l'opinione di molti. Ad ogni modo, questo dibattito fa capire come non sia questa la critica in grado di smontare il finale.

Per quanto riguarda le altre, però, ci sarebbero dei chiarimenti da fare, dal momento che in realtà anch'esse possono essere valide in un caso specifico, ossia se vengono poste non tanto per criticare le scelte dei personaggi quanto quello che rappresentano.

Difatti la critica alla scelta di Ted diviene più valida se in essa viene posto l'accento su come essa vada contro il messaggio della serie, coincidente con l'invito a non rifugiarsi nel passato anche se può sembrare più comodo e a continuare a lottare perché non si sa mai cosa il destino abbia in serbo per noi (Tracy è il simbolo di tutto questo). Perciò, dopo la sua morte, l'atto di Ted di tornare da Robin è un regresso alla situazione iniziale dopo tutti gli sforzi fatti nel corso della serie, come se il messaggio tornasse a essere quello della prima stagione.

È qui che si giunge a una quinta critica, che è in assoluto la più valida poiché è oggettiva non solo nel senso che riguarda fattori esterni e formali della storia, ma anche e soprattutto nel senso che riguarda una regola universale per la corretta scrittura di una storia. Questa critica si aggancia a quella sulla scelta di Ted, nella forma analizzata sopra (che è la più valida), ma la depura dal suo unico difetto, che è quello di riferirsi pur sempre a un fatto interno alla storia.

Questa critica riguarda la motivazione che sta alla base del racconto che fa Ted ai suoi figli su come ha conosciuto la loro madre (potremmo dire la poetica di Ted), che - si scopre - è di ottenere la loro approvazione per mettersi con Robin. Ora, se la motivazione della storia è questa, e se la storia coincide con la premessa di tutta la serie, allora questa diventa la motivazione per cui tutta la serie è stata creata. Non è solo la poetica di Ted, ma anche quella degli autori della serie, che avevano in mente di farla finire con questo messaggio; per questo la critica è estrinseca.

Questa rivelazione sarebbe stata ragionevole se non fosse per un fatto, ossia che gli autori avevano in mente questa fine già ai tempi della seconda stagione ed è allora che avevano già filmato la scena finale del corno francese blu.

Ora, è correttissimo avere in mente il finale di una storia già quando si inizia a raccontarla; tuttavia ci sono dei limiti. Nel caso di Himym, che è pur sempre una sitcom, facile da far durare, l'intenzione era quella di mandarla avanti a lungo, così come è stato. Quindi era difficile avere già in mente come si sarebbe evoluta per ben nove stagioni.

Infatti, quello che è successo è che la serie ha finito per essere completamente diversa da quella che era in partenza. Tutti i personaggi erano cambiati radicalmente e così, tra le tante cose, Ted aveva lasciato andare Robin per poi incontrare Tracy. La serie aveva ormai maturato un messaggio completamente diverso.

Si tratta di un processo inevitabile nella letteratura, come insegna Gustave Flaubert. Lo scrittore di Madame Bovary, per la creazione del personaggio omonimo, si era ispirato al suo stesso carattere ("Madame Bovary c'est moi", come ha scritto in una lettera). Tuttavia, col proseguire della storia, ha finito per criticare il suo personaggio e distaccarsene perché era come se avesse preso vita da sé.

Infatti, lo scrittore pone solo le premesse della storia e dei personaggi; molto spesso va a finire che la storia si crei da sé e i personaggi cambino in autonomia, come se fossero loro a trasportare lo scrittore e non viceversa. In sostanza, l’autore diventa così preso dalla sua stessa storia da vivere una sorta di flusso di coscienza che lo porta a scrivere le vicende dei personaggi in modo quasi inconscio, come se “subisse” passivamente le sue idee, le quali gli vengono suggerite dal naturale sviluppo della storia. Alla fine del romanzo, infatti, Flaubert è arrivato a uccidere Madame Bovary perché gli era sfuggita di mano: non riconoscendosi più nel suo personaggio, lo ha trattato come se fosse una persona malvagia. Tutt'oggi si tratta di uno dei rapporti autore-personaggio più interessanti della letteratura.

Per tornare alla nostra serie, dunque, gli sceneggiatori avrebbero dovuto accettare e assecondare il punto in cui era approdata. E qui sta l'errore madornale, che è stato capace di distruggere l'intera opera a causa del suo andare contro una regola "sacra" dello storytelling: gli autori, invece di concludere la serie in quel modo, hanno forzatamente inserito il finale che era già stato scritto, anche se ormai era in evidente contrasto col messaggio della serie, non volendo accettare che ormai non era più consono.

L'errore del finale è quindi uno e uno solo: quello di inserire la scena del corno francese blu in quanto già preparata. Tutti gli altri problemi vengono dopo, perché è per fare ciò che hanno dovuto "uccidere" Tracy (così che Ted fosse solo) e far divorziare Baney e Robin (così che Robin fosse sola). In due episodi, gli autori hanno effettivamente distrutto tutto quello che avevano creato in nove stagioni, in 206 episodi: non per i fatti in sé ma per il motivo per cui sono avvenuti. Il finale già scritto si è imposto come ipse dixit sull'andamento della serie, che è stata stroncata di conseguenza, e questo è un fatto ancora più triste di tutto quanto è successo nel finale.

A dispetto di tutto ciò, è difficile dire e pensare realmente che tutta la serie sia stata rovinata per il finale. Il finale di una storia è sicuramente una parte importantissima di essa, ma se, come in questo caso, è sbagliato per un motivo così peculiare, non è giusto dimenticare tutti i pregi che la caratterizzavano prima della conclusione.

Il finale la rovina tutta solo idealmente, dal momento che la conclusione di una storia è la parte fondamentale che porta tutto lo sviluppo al suo compimento definitivo; ma concretamente gli episodi rimangono quello che sono, vale a dire episodi pieni di riflessioni valide sull’amicizia, sull’amore e sul destino, nonché di battute e sketch estremamente divertenti, grazie prima di tutto alla chimica tra i cinque personaggi principali. Nel rivedere la serie, dunque, essa risulta godibile come la prima volta; ciò che cambia è sapere in anticipo dell’amarezza che lascia il finale.

Pertanto, non è un atteggiamento corretto ripudiarla e rinnegarla anche se prima del finale la si adorava. E allo stesso modo non bisogna dare una valutazione complessiva della serie negativa, perché il finale, nel concreto, è formato soltanto da due episodi su 208.