Obsession: un manifesto dell'amore moderno
Con spoiler

Obsession è una parabola ammonitrice (ossia una cautionary tale) sull'amore tossico, che impiega sapientemente un oggetto paranormale come mcguffin per dare vita a un'escalation di eventi sempre più tragica e lampante nel suo messaggio. Il bastoncino dei desideri è infatti l'oggetto che dà il via alla catena di conseguenze che compongono la storia, ma senza mai diventare un aspetto predominante di quest'ultima, tanto che non ne vengono mai chiarite le origini né si comprende l'intento di chi lo ha progettato. Il bastoncino rimane un aspetto secondario sullo sfondo delle vicende che serve solo a essere interpretato come un'allegoria della possessività maschilista di Bear.
L'ossessione, che fa da titolo al film, è effettivamente il tema centrale della storia poiché assume diverse forme. La prima, e più scontata, è l'ossessione di Bear per Nikki, che ha sempre desiderato avere come partner sentimentale senza però essere mai riuscito ad aprirsi con lei rivelandole in maniera sincera e sana il suo amore. Invece di provare a lavorare su questo suo blocco psicologico e sociale, Bear ricorre allo stratagemma magico offertogli dal bastoncino dei desideri, una vera e propria scappatoia per non affrontare il cuore del suo problema e anzi evitarlo barando e usando tecniche alternative; questo aspetto richiama la tendenza di sempre più giovani ad affidarsi alle promesse velleitarie della manosfera e dei suoi guru (sedicenti pick-up artists) anziché affidarsi a effettive figure professionali per risolvere quelle che sono problematiche di natura psicologica molto più che cospirazioni sociosessuali. Esprimendo il desiderio, Bear di fatto si impossessa di Nikki, la quale diventa un corpo vuoto abitato dalla versione falsa e distorta di sé che egli ha richiesto in maniera innaturale, violando la sua autonomia e individualità e condannandola a un supplizio psicobiologico di alienazione dal Sé, o di sdoppiamento dissociativo tra l'Io autentico e un Non-io posto dalla Volontà di Bear.
Nonostante Bear diventi sempre più consapevole di questo fatto, niente lo ferma dal voler perseverare in questa farsa, di cui tutto sommato si accontenta, dimostrando così la sua vena possessiva e scarsamente empatica. Per tutto il film egli è infatti più impegnato a trovare un modo per controllare la situazione e portarla a suo vantaggio eliminandone gli aspetti più scomodi, anziché preoccuparsi del sopruso etico che ha commesso nei confronti di Nikki. In altri termini, Bear si sente continuamente la vittima, nonostante assuma sempre di più il volto del carnefice. Il secondo aspetto di ossessione nel film è proprio dato dal comportamento di Nikki a seguito del desiderio, poiché diventa la versione estremizzata di un'amante incallita e patologicamente ossessionata dal suo partner (memore dell'archetipo delle yandere nel mondo anime) al punto da volerlo sempre con sé e non riuscire a vivere autonomamente senza di lui, oltre che diventare aggressiva con chiunque gli si avvicini troppo. Nonostante la relazione diventi sempre più tossica in tal senso, Bear sarebbe più interessato a modificare il desiderio che ad annullarlo del tutto, restituendo così a Nikki la sua vita. Questo indica un certo gradimento complessivo della situazione da parte di Bear, per il quale tale rapporto, senza le derive più estreme, sarebbe quindi considerabile ciò che ha sempre voluto.
L'elemento più geniale di questa messinscena è proprio l'ambivalenza di quest'ossessione. Chiaramente la fissazione principale e più autentica rimane quella di Bear per Nikki; ed è in virtù di questo aspetto che bisogna interpretare il film primariamente come una rappresentazione del tipo di relazione tossica più comune, in cui il partner maschile comanda autoritariamente la metà femminile privandola della possibilità di vivere tranquillamente un'esistenza individuale. Tuttavia, da quando emerge l'ossessività uguale e opposta della falsa Nikki per Bear - che rimane pur sempre un sottoprodotto di quella di Bear che ha dato vita al tutto - è possibile intravedere nel film anche un'analisi critica della situazione opposta, che, seppur minoritaria, esiste ed è spesso trascurata proprio perché minoritaria.
Infatti, se non sapessimo che il modo di comportarsi di Nikki nei confronti di Bear è dovuto al desiderio patriarcale di quest'ultimo, dovremmo considerare proprio Bear la vittima di una relazione in cui la sua partner femminile lo controlla e lo manipola tentando di allontanarlo dagli altri suoi amici. Dopotutto gli altri personaggi all'interno della storia non sanno la verità del desiderio paranormale, eppure nessuno considera minimamente l'eventualità che Bear sia vittima di una persona emotivamente instabile e manipolatrice da cui non riesce a districarsi per le complesse meccaniche psicologiche che entrano in gioco in questi casi, ritenendo invece quasi istintivamente che sia Bear ad approfittarsi di lei in un momento particolarmente difficile per la sua presunta perdita del padre. Questo risvolto della storia richiama proprio la difficoltà delle controparti maschili a chiedere aiuto e mostrarsi deboli nei casi in cui costituiscono la parte lesa della relazione, a causa dell'incomprensione e dell'esplicito sbeffeggiamento a cui realisticamente andrebbero in contro nella maggior parte dei casi per via degli stessi standard e stereotipi di genere che si rivelano deleteri per entrambe le parti. In sostanza, si deve elogiare il film per essere riuscito a trattare entrambe le prospettive e a esprimersi sulle problematiche di entrambi i sessi pur mantenendo inequivocabilmente chiare le dinamiche specifiche di questa relazione.
A tal proposito, si dovrebbe aggiungere che la causa di tutto questo dramma è ascrivibile a una terza sfumatura dell'ossessione, che è quella generale per il concetto di amore. In questa storia, essa è sempre vissuta principalmente da Bear, che usa il suo desiderio proprio per prendersi con la forza l'amore tanto agognato. Ma nel proseguire della trama diventa sempre più evidente quanto in realtà Bear conosca poco di Nikki e non la valorizzi realmente se non per le manifestazioni di affetto che le dà, seppur irreali. Questo evidenza come Bear sia interessato, ancora prima che a Nikki di per sè, all'idea di avere una relazione romantica a tutti i costi; evidentemente ha scelto Nikki solo perché le piace esteticamente e la conosce da diverso tempo riuscendo anche a vederla spesso, ma di base Bear è ossessionato dall'idea di amore fine a sé stesso che contraddistingue tristemente la società attuale.
Nell'era postmoderna in cui ci ritroviamo alberga infatti un clima di profondo cinismo e una generale svalutazione nichilistica di quelli che un tempo erano considerati valori fondanti per la persona a livello morale ed esistenziale, il che richiama il concetto di tramonto delle "grandi narrazioni" teorizzato da Lyotard. L'amore è solo una delle tante virtù calpestate dal nichilismo etico postmoderno, ma proprio per la sua importanza (intendendo quella che ha assunto nelle epoche passate, quantomeno), rimane comunque al centro delle vicende umane; dunque, anziché essere stato dimenticato, è stato trasformato in qualcos'altro, e nello specifico qualcosa di più superficiale, aleatorio e transitorio, ossia un "amore liquido", come direbbe Bauman. Non sempre si sceglie di amare perché si sente l'autentico sentimento dentro di sé, quanto piuttosto per inseguire acriticamente una tendenza secolare della società, cercando di uniformarsi alla maggioranza per ottenere riconoscimenti con i propri pari; oppure lo si fa per tentare di colmare un vuoto interiore e sfuggire alla solitudine in maniera forzata e quindi disfunzionale, trasferendo il proprio malessere sull'altra persona; oppure ancora si instaura una relazione solamente per sfruttarne degli aspetti secondari come il sesso o lo status socioeconomico del partner.

Si potrebbe continuare all'infinito, ma l'assunto di base rimane la scorretta identificazione dell'amore, non più concepito come un sentimento autonomamente definito e definibile, con ciò che dovrebbe al massimo derivare da quest'ultimo come effetto conseguente. In ultima analisi, Bear non ama Nikki, o almeno non più di quanto ami l'idea di amarla, per un motivo che non coincide con l'esperienza di un autentico sentimento affine all'amore, bensì, più realisticamente, con uno di quelli esposti sopra. Se Bear non si fosse fissato così tanto su questa visione cieca di amore riferito unicamente a Nikki, che probabilmente neanche lo ricambiava, si sarebbe reso conto che c'era un'altra persona che lo apprezzava genuinamente per quello che era (la sua amica Sarah) e con cui avrebbe potuto maturare un effettivo sentimento perché più affine alla sua sensibilità.
Alla fine, Bear decide di suicidarsi essendo questo l'unico modo per annullare il desiderio e riconsegnare a Nikki il suo corpo. Si potrebbe vederla come la redenzione finale di Bear se non fosse abbastanza evidente che lo abbia fatto solo dopo aver provato ogni altra alternativa fallendo. E in ogni caso, avendolo fatto il più tardi possibile, ha lasciato a Nikki un trauma troppo grande, che lei stessa probabilmente si prefigurava quando lo ha implorato di ucciderla. Dunque la morale del film, lungi dall'esprimersi sulla maggiore auspicabilità della morte di questo o quel partner, vuole semplicemente ricordare come questo tipo di relazioni, se non riconosciute tempestivamente e stroncate il prima possibile, si concludono troppo facilmente in tragedia, al punto che nemmeno l'eventuale morte del "carnefice" sarebbe sufficiente a eliminare la sofferenza causata. Per questo è più opportuno, per quanto difficile, soffermarsi sulle fasi preliminari di ogni storia considerando in maniera critica la presenza, il valore e il significato dell'amore nell'instaurarsi della relazione, combattendo la deriva apatica della società postmoderna.
