Odissea di Nolan: l'abbiamo visto
Parliamo della nuova pellicola in questa recensione!

Odissea di Christopher Nolan è un racconto personale e collettivo al tempo stesso. Racconta delle gesta di un uomo che cerca di tornare a casa dopo aver smarrito la via, ma narra anche qualcosa di più grande, celato nella prima parte di film ma che tesse la sua stessa trama fin dai primi minuti della pellicola.
In due ore e cinquanta, Nolan ci confeziona quello che è il suo film più completo e maturo. Il Cinema con la C maiuscola dove ogni cosa trova il suo posto emozionando e intrattenendo come nessun prodotto del regista aveva fatto in precedenza. Ogni personaggio fa la sua parte, così come sono in parte tutti gli attori che vestono i ruoli di Ulisse, Penelope, Telemaco e compagnia cantante.
Il viaggio secondo Nolan
Odissea è diviso in due parti nette: nella prima Ulisse scopre che il viaggio di ritorno da Troia non è così facile come potrebbe immaginare e ne affronta le insidie. Nella seconda invece, larga parte di minutaggio è lasciato alla risoluzione, al passaggio di un messaggio che viene prima recepito dal protagonista e passato a chi ne osserva le gesta.
E se nella prima parte la pellicola ci culla e ci trasporta di isola in isola, nella seconda ritroviamo una corsa all'azione che lascia senza fiato, forse in modo un po' troppo radicale, che scade nella classica americanata dove vale tutto e niente. Il film soffre un po' questo ritmo e, nonostante la durata che tocca le tre ore, crediamo in tutta onestà che una ventina di minuti in più avrebbe giovato non poco.

Tutto vero (quasi)
Arrivata a essere un po' una meme, è riconosciuta la volontà del regista statunitense di utilizzare meno effetti speciali possibili. E questa cosa si vede. Nelle sequenze girate sull'acqua avverti il mare e le sue onde, nei combattimenti e nelle fughe avverti il fisico, il peso di quello che sta accadendo sui set utilizzati, naturali o riprodotti che siano.
Ogni cosa si amalgama alla perfezione in modo naturale, tra animali, mura greche ed effetti naturali. Tranne un elemento, forse il più importante, che crediamo possa essere quello che vi lascerà a bocca aperta per ciò che rappresenta.
Il Demon del mare
Una standing ovation va all'interpretazione di Matt Damon. Il suo Ulisse è in parte, profondo, distrutto da ciò che passa e dall'idea di ciò che dovrà lasciarsi alle spalle e ritrovare. Non sono da meno l'incredibile Anne Hathaway, Robert Pattinson e Imesh Patel. Forse quello più debole è Tom Holland, non del tutto convincente con il suo Telemaco.
Il cast è d'eccezione, senza dimenticare un'incredibile Zendaya, poi Elliot Page, Jon Bernthal e Lupita Nyong'o. Tutti hanno qualcosa da raccontare, chi più e chi meno, e nessuna scelta di cast è sbagliata o sbava nel grande disegno di quello che Nolan decide di raccontare
Le interpretazioni sono indimenticabili e sicuramente nessuno di loro verrà dimenticato per una candidatura ai prossimi Oscar. Preparatevi, perché se Oppenheimer era un'onda, Odissea sarà tempesta.

Odissea è riuscito?
Al netto dei pochi difetti sopra citati, il film è di una qualità che difficilmente vedremo nel breve periodo. Andate a vederlo e non ve ne pentirete e partecipate a un viaggio che ha molto da raccontare e che si prende il tempo di farlo senza mai annoiare o scadere in situazioni scontate. Nonostante sia una storia vecchia di migliaia di anni. Forse.
