Onimusha: Way of the Sword, è questa la Via della Spada?
La nostra recensione del nuovo gioco Capcom
LarryVideogiochiRecensione9 set 2026

Onimusha: Way of the Sword è il nuovo capitolo che Capcom ci porta dopo una pausa di venti anni esatti per la sags. Grazie a Playon abbiamo avuto l’occasione di giocarci e siamo qui per parlarvene dopo averlo concluso. Buona lettura!
Vivere è soffrire
“Vivere è soffrire” è il motto che ci accompagna per tutta la durata della storia di Onimusha: Way of the Sword, una frase che viene ripetuta più volte e che sta alla base di ciò che il gioco vuole proporci. All’inizio dell’avventura, il protagonista Myamoto Musashi si trova a un punto della sua vita in cui ha affinato le proprie capacità con la katana e si prepara ad affrontare uno dei suoi rivali: Sasaki Ganryu. Il loro atteso duello però viene interrotto dai Genma, demoni fuoriusciti dall’inferno che tolgono la vita a Musashi. Pronto ad affrontare l’Aldilà, il protagonista viene fermato da un personaggio ambiguo che gli dona il guanto degli Oni e lo riporta in vita. Musashi si trova costretto ad affrontare i Genma per rimanere nel mondo dei vivi alimentando l’energia del guanto, gingillo che sembra inoltre contenere un’entità dotata di vita propria e che lo guida.
Gli eventi di gioco che seguono ci porteranno a conoscere personaggi secondari ben sviluppati, le cui ragioni e sentimenti s’intrecciano con la storia principale più di quanto ci saremmo aspettati. Questi eventi sono inoltre guidati da una regia mozzafiato, capace di regalare momenti studiati e coreografati alla perfezione e accompagnati da dialoghi sul pezzo e coinvolgenti dall’inizio alla fine e da dei brani musicali dosati e azzeccati.

La Via della Spada
Ciò che sta alla base di Onimusha: Way of the Sword è il combattimento. Il sistema action offre un duo di attacchi leggero e pesante da alternare per eseguire combo con cui togliere equilibrio e vita ai nemici. Una volta consumata la prima di queste due statistiche, potremo infliggere un colpo finale che smembra gli avversari o toglie una buona porzione di salute a nemici più resistenti. Non aspettatevi un eccesso di stile negli attacchi, si parla comunque di animazioni molto grounded ma ben integrate per offrire spettacolo tra gli incroci di lame.
Per ovviare a questa “semplicità”, Capcom ha arricchito gli scontri con svariati sistemi come i contrattacchi al giusto tempismo (su cui si basa la maggior parte dell’esperienza), le prese, i duelli di spada e molto altro che non vi spoileriamo poiché alcuni di essi vengono sbloccati molto avanti nell’avventura. Qui emerge quello che forse è il più grande problema del gioco: la ripetitività, condita con un livello di difficoltà che si mantiene basso per circa tre quarti dell’avventura. Non importa quali nemici affronterete, perché con un pizzico di riflessi il modo per abbatterli sarà bene o male sempre lo stesso. Cosa che non si può dire per i boss, variegati e di un numero elevato all’interno della storia. In questo caso le tecniche devono essere un po’ più studiate e serve impiegare con intelligenza i sistemi di cui parlavamo sopra, ma non aspettatevi comunque un’esperienza hardcore. Sono tutti nemici che possono essere sconfitti in una manciata di rivincite, ma quello che più traina nel corso dell’avventura è la soddisfazione della vittoria contro i nemici più ostici, fino ad arrivare ai combattimenti finali che diventano molto ardui che segnano un innalzamento della difficoltà non indifferente.
Non essendo un rpg, non c’è un set di armi differente da quello che Musashi ha all’inizio della partita ma nel corso del tempo vengono fornite armi a tempo – chiamate Armi Oni – che sono essenzialmente abilità speciali con caratteristiche differenti e che, opportunamente caricate con le anime lasciate dai nemici, possono ribaltare l’esito di un combattimento.

Dell’arsenale, ogni cosa è potenziabile: guanto Oni, vestito, katana, armi oni più una serie di abilità uniche che vi permetteranno di sbloccare mosse avanzate o varianti di esse. Queste abilità non sono molte e questo favorisce uno schema di potenziamento pulito e lineare. Per i potenziamenti avrete bisogno di tutto ciò che riuscite a recuperare nel corso del gioco tra materiali e anime rosse rilasciate dai nemici.
Per le strade di Kyoto
La maggior parte dell’avventura si svolge per le strade di un distretto di Kyoto, una piccola open area che si sblocca di volta in volta che compiremo progressi nella battaglia contro il miasma. Qui è presente anche l’hub principale in cui potremo allenarci, potenziarci e parlare con gli altri personaggi. Questa versione di Kyoto è abitata principalmente dai Genma, ma quando libereremo le aree i personaggi umani faranno capolino nelle strade e ci offriranno delle missioni secondarie utili per recuperare materiali di potenziamento via via più rari. Oltre ciò, con il tempo cominceranno a spuntare segnalini che indicano altre attività secondarie per allungare un po’ l’esperienza di gioco ma che non apportano un vero e proprio plus alla storia di Musashi.
E poi ci sono le aree speciali che sono interamente dedicate agli eventi della storia. Queste, come il tempio Kiyomizu-Dera, sono mappe meno aperte ma con un level design più studiato tra arene boss e scorciatoie sbloccabili.
La tecnica è tutto
Per quanto riguarda il comparto tecnico, Onimusha: Way of the Sword è un vero e proprio gioiello dal punto di vista delle animazioni. Durante le cutscene rimarrete stupiti dall’espressività dei comprimari coinvolti, Musashi su tutti, e nel corso dei combattimenti ogni mossa è fluida, gli input e i feedback soddisfacenti e ben integrati. La grafica generale è curata e pulita, a parte i modelli dei cittadini giapponesi che sono un po’ arretrati e ripetuti. Nel corso delle venti ore necessarie a concludere l’avventura non abbiamo mai riscontrato bug o crash, una cosa da lodare di questi tempi.

Per concludere, Capcom ha confezionato un gioiello action con Onimusha: Way of the Sword. Il gioco ha un sistema di combattimento solido e pulito, sebbene andando avanti nell’avventura è possibile avvertire un po’ di stanca causata dalla ripetitività delle situazioni. La storia coinvolge dall’inizio alla fine, sostenuta da personaggi scritti molto bene e da un’ambientazione interessante che lascia il fianco scoperto solo nelle missioni secondarie, non sempre a fuoco.
Vi ricordiamo che Onimusha: Way of the Sword è disponibile per Playstation 5, Xbox Series X|S, PC e Nintendo Switch.
