The Invite: una rivalsa per le commedie spinte

The Invite è un esperimento molto interessante in quanto mette in scena esattamente ciò che il titolo promette in maniera pressoché minimalistica: tutto ruota intorno all'invito che la coppia di protagonisti fa alla coppia di vicini per cenare insieme per la prima volta. Il film è infatti ambientato unicamente nella loro casa, esponendo la serata di questi quattro personaggi attraverso il dialogo serrato, e segue un intreccio lineare che corrisponde all'effettiva durata del tempo all'interno della storia. E proprio il fatto di riuscire a intrattenere lo spettatore con questi pochi elementi essenziali costituisce il maggior punto di forza della pellicola, che non cessa per un attimo di interessare, sorprendere e divertire con le improbabili interazioni del cast che diventano man mano sempre più assurde e stravaganti, ma non per questo inverosimili.
Una commedia sessuale
L'intento principale è quello di riflettere sull'essenza della relazione dei due protagonisti, che ha perso di vitalità, contrapposta al rapporto ben più vivace e intraprendente dei due invitati. Nel fare ciò, il film riesce a coniugare egregiamente la parte comica, contraddistinta da un umorismo arguto e, in un certo senso, moderno (in quanto si rifà grandemente a molte delle abitudini relazionali e sessuali sdoganate negli ultimi tempi), con la parte più profonda e per certi versi drammatica, che parte proprio dallo humour per approdare a riflessioni importanti sull'amore e sul sesso.

Una tematica che rimane centrale per tutto il tempo è proprio quella sessuale, considerando che il film è classificato come commedia erotica. Ed è anche da questo che traspare la qualità dell'opera, dato che non diventa neanche per un momento una buffonata banalmente volgare che utilizza scenette erotiche per attrarre la "pancia" dello spettatore, ridendo del sesso e non sul sesso, alla maniera degli infausti cinepanettoni nostrani. The Invite dimostra, al contrario, che il genere erotico è molto più dello stereotipo che se ne ha, dovuto alla maggiore propagazione di quest'ultimo stile di "filmografia", che non fa altro se non favorire l'identificazione formalmente scorretta tra "film erotici" e "film pornografici".
Erotico vs. pornografico
I secondi, in termini estetologici, non sono nemmeno considerabili opere d'arte se si adotta una definizione di arte come produzione disinteressata, ossia svincolata da finalità pratiche, tendente all'espressione del Bello nelle sue diverse forme. Il porno, che viene realizzato non di certo per finalità di espressione estetica quanto piuttosto per allietare la componente più libidica dell'essere umano (ergo, ha una finalità pratica), rimarrà sempre distinto dalla filmografia di genere erotico, che ha una poetica ben precisa: quella di esprime artisticamente una delle tante esperienze della vita umana (allo stesso modo in cui l'horror, ad esempio, mette in scena il sentimento della paura in tutte le sue forme) rivolgendosi, quindi, soprattutto alla parte razionale dello spettatore.
The Invite può essere sintetizzato proprio così: nel corso della narrazione emergono diversi modi di intendere e di vivere l'amore e la sua componente sessuale, che fanno da specchio delle differenze psicologiche e di filosofia di vita tra i personaggi. Il film è quasi un simposio platonico ambientato ai nostri giorni, che proprio per questo compie un ritratto delle usanze sentimentali e sessuali odierne attraversando anche le più ardite e inconsuete, per arrivare alla conclusione che, alla base di tutto, ci sono comunque esseri umani, contraddistinti da sentimenti, desideri, preoccupazioni e affezioni di qualsiasi tipo che permettono di ricontestualizzare in maniera più profonda anche ciò che può sembrare l'impulso più animalesco della nostra specie.

Il senso dell'eros
Dopotutto, riprendendo l'insegnamento platonico, possiamo considerare l'amore come una forza motrice in grado di elevare l'uomo verso una comprensione sempre più chiara del Bene, in un cammino spirituale che, partendo dall'aspetto più carnale, cioè l'attrazione per i corpi fisici, se ne discosta gradualmente attraversando più livelli e diventando così sempre più un amore intellettuale per ciò che sta al di là della fisicità, fino ad arrivare, appunto, alla contemplazione della massima virtù. Nel Simposio, Eros viene concepito come un demone figlio di Penia (la mancanza) e Poros (l'abbondanza), quindi una forza vitale quasi-divina che è orientata alla ricerca del Bene e del Bello, ma sempre partendo dalla percezione dell'assenza di qualcosa: l'amore è quindi prima di tutto il desiderio di qualcosa che non si ha, e questo vale evidentemente anche per le sue manifestazioni più sessuali.
The Invite, in definitiva, vuole dire esattamente questo a un livello metanarrativo, considerando che esso stesso è un'espressione artistica, e quindi elevata oltre il mero istinto carnale, della sessualità. Ma in ogni caso il film non può competere, per quanto riguarda l'ardore erotico, con l'eccitazione presente nelle pagine del Simposio (soprattutto nei confronti di Socrate).
Vi ricordiamo che The Invite sarà disponibile al cinema dal 16 settembre 2026.
