Tony - Diario di un giovane cuoco, cucinato ad arte
La recensione di Tony, biopic sullo chef Anthony Bourdain

Tony - Diario di un giovane cuoco è il racconto romanzato della prima esperienza culinaria dello chef Anthony Bourdain. Al timone Matt Johnson, già regista di opere come BlackBerry; a interpretare il giovane chef, Dominic Sessa.
Il film segue Tony nel momento in cui inganna i genitori con un'inesistente borsa di studio per raggiungere a Cape Cod Nancy, la compagna di scuola di cui è follemente innamorato. Nella piccola città di mare, però, trova pane per i suoi denti: i piani vanno a rotoli, si ritrova in un posto sconosciuto, senza soldi, costretto a lavorare in una piccola attività culinaria gestita nientemeno che dallo Chef Antonio Banderas!
Let him cook
L'esperienza a Cape Cod serve a Tony per crescere non solo professionalmente, partendo da zero, ma soprattutto come persona. Per questo il film sottolinea quanto sia importante compiere scelte capaci di riflettere chi si è e chi si vuole diventare, a volte mettendo da parte l'orgoglio, altre la paura del cambiamento, altre ancora il timore del giudizio. Nel corso della storia, Tony ne prenderà diverse, facili e meno facili, ma dove lo porteranno?
Nella pellicola si respira aria d'estate: vacanza, speranze attese o infrante, ricordi da creare. Non solo cucina, ma feste, risse, albe e tramonti da vivere, perché l'abilità di Bourdain ai fornelli si riflette anche in ciò che vive fuori dal locale. Ad accompagnarlo, Sal (Leo Woodall), cuoco nello stesso locale e compagno perfetto per mostrare a Tony gli eccessi di una vita spensierata.
E infine Emilia Jones, nei panni di Nancy, l'amore da inseguire. Ottima l'interpretazione: l'attrice è calata bene nella parte e la chimica tra i due ragazzi funziona molto bene. Nonostante ciò, l'evoluzione del personaggio risulta meno impattante e drastica rispetto agli altri comprimari, complice anche la durata del film che si attesta sull'ora e quaranta. Il tempo, in effetti, è la vera incognita: le vicende si susseguono in fretta e non è mai chiaro quanto ne passi tra un evento e l'altro. Tutto accade nell'arco di un'estate, eppure momenti che sembrano distanti poche ore coprono in realtà giorni, se non settimane, e lo spettatore fatica a orientarsi. Lo spazio riservato ai personaggi, poi, è più risicato del previsto: ne risente anche lo Chef di Banderas, che avrebbe meritato di stare più vicino a Tony sin dalle prime battute.
Un'estate leggera
Il racconto, comunque, scorre bene: non pesa mai scoprire quale avventura o disavventura attenda Tony. Molte le battute e gli scambi divertenti tra i personaggi, mai banali né scontati, capaci di strappare più di un sorriso. In conclusione, Tony - Diario di un giovane cuoco è un ottimo racconto estivo sulla crescita di chi scopre una nuova vita, nuove persone e opportunità inaspettate. La sentite l'odore della salsedine?
